Caldo e fenomeni atmosferici estremi: la tropicalizzazione dell’Italia

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Frana SS51 - Fonte Vigili del Fuoco
Frana SS51 - Fonte Vigili del Fuoco

Con il mese di luglio sopra la media di 2,26 gradi, il 2022 è sulla buona strada per diventare l’anno più caldo da quando vengono rilevati i dati, ossia dal 1800.

A certificarlo è l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr). I sette mesi appena conclusi hanno fatto registrare temperature molto alte, con il primo posto che spetta a luglio: +2,26 gradi sopra la media italiana. Si tratta del secondo mese di luglio più caldo di sempre, dietro soltanto al luglio del 2003. In generale, i primi sette mesi di quest’anno si sono attestati di circa 1 grado sopra la media (esattamente lo 0,98 gradi).

Al momento, l’anno più caldo mai registrato in Italia è il 2018: gennaio segnò un +2,37 gradi e aprile addirittura un +3,5 gradi (diventando l’aprile più caldo di sempre). Se le temperature del 2022 dovessero mantenere il trend mostrato finora, l’anno in corso potrebbe effettivamente scalzare il 2018 e occupare la prima posizione. Non sarebbe una buona notizia.

Infatti, se da una parte il caldo anomalo provoca gravi danni all’agricoltura e mette a dura prova il sistema idrico italiano (pieno di falle, ne abbiamo parlato in questo articolo, Siccità e spreco d’acqua: a rischio la produzione agricola), dall’altra viene ritenuto responsabile dai climatologi per i fenomeni di maltempo che ormai si scatenano con sempre maggiore violenza. Nei giorni scorsi la regione Piemonte e alcune località turistiche venete e del Trentino sono state colpite da fortissimi nubifragi. In provincia di Torino una persona è morta a causa della caduta di un albero, mentre il PalaLancia di Chiavasso è stato scoperchiato dal vento. La strada statale 51 Alemagna è stata interrotta da una frana sopra Cortina d’Ampezzo, mentre Courmayeur è rimasta senz’acqua per uno smottamento che ha danneggiato l’acquedotto comunale. Oltre al disagio e al danno economico (bar e ristoranti della zona sono chiusi, molti turisti hanno disdetto le prenotazioni o sono ripartiti in anticipo), c’è il pericolo che il maltempo (sono previsti altri temporali) torni a peggiorare la situazione.

Fenomeni atmosferici sempre più violenti e sempre più frequenti, dunque: è quanto emerge da uno studio della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (ESWD). In Italia, da inizio anno, hanno avuto luogo ben 1567 eventi tra nubifragi, tempeste di vento, tornado, grandinate e ondate di calore, per un aumento del +24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Siamo di fronte a una evidente tendenza alla tropicalizzazione del clima in Italia”, denuncia la Coldiretti, “in un 2022 […] segnato da una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo.”

A rendere questi effetti del cambiamento climatico ancora più devastanti è il fatto che essi si abbattono su un territorio compromesso da un’eccessiva cementificazione. Sempre secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, nel corso del 2021 sarebbero stati consumati oltre 2 metri quadrati di suolo al secondo, il valore più alto dell’ultimo decennio. Secondo un rapporto dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il cemento ricoprirebbe ormai 21.500 chilometri quadrati di suolo nazionale, contribuendo a potenziare il rischio idrogeologico per oltre 9 comuni italiani su 10 (precisamente il 91,3%).

Le aree cementificate negli ultimi dieci anni avrebbero garantito la fornitura complessiva di 4,15 milioni di quintali di prodotti agricoli e la possibilità per oltre 360 milioni di metri cubi d’acqua proveniente dalle precipitazioni di infiltrarsi nel terreno. Non potendo più penetrare nel suolo, l’acqua scorre in superficie con un duplice effetto negativo: da una parte le falde acquifere non ricevono il dovuto riapprovvigionamento, dall’altra si accresce la pericolosità idraulica dei territori, sottoposti a condizioni estreme che si alternano tra violenti temporali e siccità grave.