Fichte, idealismo e guerra

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Johann Gottlieb Fichte
Johann Gottlieb Fichte

“Libero è solo colui che vuole rendere libero tutto ciò che lo circonda”. Un titano all’assalto dell’eternità. Questo fu ed è il meraviglioso Fichte. “La tua missione non è sapere ma agire secondo il tuo sapere”. Quello che conta è l’azione per rendere più libero, bello e vasto il mondo comune. Non agiamo perché conosciamo ma conosciamo perché siamo destinati ad agire. La ragione pratica è la radice di ogni conoscenza. L’attività creativa e trasformatrice che parte dal tuo corpo produce te stesso e il mondo nel quale essa si iscrive. Non puoi mai renderti inerte e smettere di operare ed agire oltrepassandoti incessantemente.

“Libero è solo colui che vuole rendere libero tutto ciò che lo circonda”. Agisci in modo che la tua azione venga vista come legge eterna, cioè impegnati in ogni atto della tua vita con tutto te stesso per rendere l’istante che stai vivendo un dono prezioso per l’ampliamento della libertà di tutta l’umanità; per piccolo e modesto che sia il tuo gesto esso si inserisce nell’eternità poiché tu sei “un anello necessario di una catena che nacque con l’elevarsi alla coscienza della propria esistenza del primo uomo” e che si protende ora, attraverso la tua vita, verso l’eternità. Ciascuno di noi prosegue, sulle orme di coloro che hanno sudato, lavorato e donato se stessi per rendere più libero, bello, vasto il mondo nel quale vivi. Ringrazia e contrasta coloro che lavorano per distruggere il bene comune che è vita preziosa. Da questo momento in poi compi i tuoi passi procedendo nella medesima direzione di continuare il processo evolutivo.

“Io sono mortale – dice Fichte – ma se il compito che mi sono dato è quello di continuare l’opera lasciata in sospeso dai miei fratelli di realizzare la ragione e la libertà umana come bene comune, se vivrò la mia vita preziosa dentro questo orizzonte comune, sono immortale perché continuerò a vivere nel compito che altri proseguiranno.” Chi fa la guerra e la provoca crea la distruzione alla fine anche di se stesso. Chi lavora per imparare a vivere, per imparare lui stesso, a vivere nella pace è un fiore e un dono per la terra. Quello che tieni e ottieni per te ti sarà strappato, l’applauso del mondo è un inganno, ciò che doni agli altri sarà tuo per sempre.