Leopardi tra natura e ragione

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Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi

La natura per Leopardi non è solo matrigna, non dona solo la ragione, con quale l’uomo si disconnette dalla natura ed entra dentro una disarmonia tale per cui non potrà con la sola ragione perseguire un sapere saldo che lo renda felice, (dal momento che la ragione sorge dalla natura e non viceversa non può dominare il senso di essa) ma anche benigna, compassionevole, poiché dona all’uomo le illusioni con cui egli può tentare di essere felice come lo sarebbe stato se non fosse insorta la ragione e fosse rimasto nella natura.

“Il più solido piacere di questa vita è il piacere vano delle illusioni. Io considero le illusioni come cose in un certo modo reali stante che elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell’uomo e voluti dalla natura, e senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa eccetera. Onde sono necessari ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose…” [50] Zibaldone.