Le tante lune di Giacomo

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La Luna
La Luna

Leopardi rifiutò presto lo splendore del SOLE che abbagliava impietoso e disseccava tutto, esponendo l’arido vero, immobilizzando sentimenti e spirito vitale (La vita solitaria). E quindi ecco che il mondo sembra salvarsi in una diversa quiete, la quiete argentata e limpida della LUNA, che però con i suoi indefiniti riflessi sfuma la realtà.

La Luna diviene presente e irrinunciabile presenza nella sua poesia.

Essa è presente quasi ovunque nei Canti dopo che in un “finto idillio” del 1819, (Odi, Melisso), la Luna precipitava da un cielo di pietra… in un sogno minaccioso e angosciante.

Ma non è sempre la stessa per lui. Cambia la visione, il rapporto, la descrizione stessa, il sentimento.

Nell’idillio “Alla Luna” essa può ben essere una confidente. È “graziosa”, “diletta”, sfuma con i suoi riflessi la realtà, ancor più in quanto gli si rivela tremula e nebulosa fra le lacrime. PENDE sopra di lui, lo consola attraverso il miracolo della rimembranza.

Ma ne “La Sera del dì di Festa” posa ferma e illumina da lontano ogni montagna. È quieta e appare indifferente al dolore dell’Uomo.

Così pure “il verecondo raggio” rivela una Saffo disperata ed è insensibile alla ‘notte funesta’ di Bruto.

Oscillerà sempre fra i due piani, fra confidenza (luce palpitante nell’indefinito) ed estraneità (il cielo al di sopra della terra).

Così è nel “Canto Notturno”. Invocata con epiteti che dovrebbero avvicinarla al viandante, solinga… candida… giovinetta… pensosa… peregrina, che gira senza posa…

Ma questo moto fa parte del terribile ciclo naturale. È vergine, intatta, non è mortale e non partecipa della sofferenza delle creature terrene, rimane muta… sebbene tanto amata e compagna del viandante.

Forse sa… forse…, ma non risponde.

È al di sopra… fa parte di un ritmo infinito meccanicista (ben diverso dall’infinito/indefinito) ed eterno senza senso.

Dopo, per molto tempo, Leopardi non parla più alla Luna.

Ma eccola ricomparire alla fine della sua esistenza nel “Tramonto della Luna”. Ridiventa argentea, quella della sua giovinezza che ormai si scolora in una luce/ombra. Dire addio alla Luna è dire addio alle illusioni, ai suoi mai appagati desideri, ancora vivi nella sua immaginazione. Per lui non ci sarà più nulla.

Ma ecco negli ultimi versi… dopo l’alba sfolgorerà nuovamente il Sole, da lui abbandonato da tempo. E se la Luna lo porta con sé nel buio, la Natura e la Vita ricominceranno sempre… per altri nel mondo.