Roma al voto

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Elezioni comunali Roma 2021
Elezioni comunali Roma 2021

Domenica 3 (dalle 7:00 alle 23:00) e lunedì 4 (dalle 7:00 alle 15:00) i seggi saranno aperti per l’elezione del nuovo sindaco della capitale: la parola ai romani.

Una signora con le buste della spesa pedinata da un cinghiale. Un autobus avvolto dalle fiamme e da un denso fumo nero. Una panchina distrutta, fasciata dai nastri gialli della Polizia Municipale (che insieme ai reticolati arancioni, i cosiddetti “pollai”, avvolgono porzioni di marciapiede dissestato, pali pericolanti, alberi caduti e gli innumerevoli altri pericoli che si incontrano lungo le vie della città). Cumuli di immondizia che intasano i vicoli del centro storico. Graffiti che deturpano antichi palazzi e monumenti.

Una carrellata dell’orrore in questo articolo del Telegraph che ben illustra le condizioni di Roma nei giorni del voto. I siti di altre testate internazionali riportano immagini simili, ugualmente impietose e umilianti. Domenica 3 e lunedì 4 ottobre (appare opportuno precisarlo perché il sito del Comune aveva indicato date errate), insieme ad altri milioni di italiani, i romani sono chiamati alle urne per rinnovare l’amministrazione comunale.

La Città Eterna arriva stremata all’appuntamento elettorale. Una delle capitali più belle del mondo (se non la più bella), un vero e proprio museo a cielo aperto la cui magnificenza è tuttavia deturpata da problemi che i cittadini conoscono fin troppo bene: strade piene di buche, parchi in stato di abbandono, edifici imbrattati da graffiti, traffico tentacolare, una rete di trasporto pubblico tutt’altro che efficiente, funestata da guasti e da lavori infiniti (la fermata della metro Repubblica è rimasta chiusa per 8 mesi tra il 2018 e il 2019 dopo l’incidente alle scale mobili che ha coinvolto i tifosi del CSKA, mentre le fermate di Policlinico e di Castro Pretorio, che servono uno dei più grandi poli ospedalieri della città, l’Umberto I, e Sapienza Università di Roma, l’ateneo più affollato d’Europa, sono chiuse da circa un anno).

Una riconferma di Raggi appare improbabile. Se da una parte è vero che alcuni dei problemi storici (immondizia e trasporti su tutti) affliggevano la città da prima dell’insediamento della giunta pentastellata nel 2016, è anche vero che nei cinque anni di governo grillino non ci sono stati miglioramenti sensibili. Al termine del suo mandato, Raggi riconsegna una città generalmente più sporca e caotica e, secondo il sondaggio promosso dal Telegraph, soltanto il 16% dei cittadini intenderebbe riconfermarla.

Peggio di Raggi fa solo Carlo Calenda, dato al 14%. Nonostante alcune ottimistiche previsioni diffuse soprattutto sui social media, la lista dell’ex ministro dello Sviluppo economico non sembrerebbe avere i numeri per arrivare al ballottaggio, rimanendo molto indietro nella corsa al Campidoglio rispetto ai due candidati favoriti: Enrico Michetti per il centrodestra (35%) e Roberto Gualtieri per il centrosinistra (28%).

Finora Enrico Michetti (“Michetti chi?”) è balzato agli onori (o disonori) della cronaca soprattutto per essere fuggito dai confronti con gli avversari, per aver proposto il braccio teso di fascista memoria come metodo di saluto senza contatto in tempi di Covid-19, e per non aver avuto, fino a pochi giorni fa, un programma consultabile sul suo sito. Probabilmente non era la figura più adatta a rivestire il ruolo di candidato sindaco, bisogna ammetterlo.

Nella rilevazione del Telegraph, Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra, è dato subito dietro Michetti. Al contrario di quest’ultimo, il suo nome è noto, e ha dato prova delle proprie capacità nelle vesti di ministro dell’Economia in un periodo estremamente delicato e complesso come quello dell’inizio della pandemia, quando le prospettive economiche e sociali del paese erano nel pieno dell’incertezza. La risposta italiana, coordinata da Gualtieri, è stata promossa a pieni voti dal Fondo Monetario Internazionale (ne abbiamo parlato in questo articolo), così come è stato cruciale il suo ruolo nell’ottenimento dei fondi per il Pnrr.

Governare gli ingovernabili. Che Roma sia ingovernabile lo pensano in molti. Che Roma sia affetta da problemi irrisolvibili, ugualmente, lo pensano in molti. Ma vederla così rappresenta già una sconfitta. Uno dei compiti prioritari del nuovo Sindaco dovrà essere quello di spingere i cittadini a riscoprire l’amore e il rispetto per la città. La capitale d’Italia possiede una storia unica e tesori artistici e culturali che tutto il mondo le invidia. I romani per primi dovranno esserne orgogliosi, averne cura e pretendere che chiunque la gestisca faccia altrettanto. Chi siederà sulla poltrona più importante del Campidoglio, oltre a dimostrare le adeguate capacità politiche e amministrative, dovrà essere il primo esempio di questo rinnovato amore per Roma.