Clima, un’emergenza che non si può più rimandare

306
Alluvione in Germania
Alluvione in Germania

Si moltiplicano a livello globale gli eventi atmosferici estremi, ultima a essere colpita in Europa la Germania con un pesante carico di vittime e danni.

Un centinaio i morti e 1300 i dispersi, questo al momento il tragico bilancio delle alluvioni che hanno colpito il nord della Germania. Sono stati colpiti anche il Lussemburgo, l’Olanda e il Belgio, dove i morti sono otto. Dati provvisori, che potrebbero vedere un incremento col passare delle ore. È stata definita “l’alluvione del secolo”, e il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, ha affermato che “nessuno può dubitare che questa catastrofe sia legata alla crisi climatica”.

Nei giorni scorsi, il Canada è stato colpito da un’ondata di calore senza precedenti che ha causato circa 500 vittime. Le temperature locali, che anche d’estate si mantengono moderate, hanno raggiunto i 50 gradi. Per fare un paragone, nella Death Valley, considerata tra i luoghi più caldi del pianeta, la colonnina ha raggiunto i 54 gradi, appena 4 gradi in più.

Sono stati registrati eventi estremi in tutto il mondo, dalla Scozia dove a Edimburgo sono caduti oltre 40mm di pioggia in una sola ora, alla Lapponia dove le temperature sono di 15 gradi superiori alla media e dove si è registrato il giugno più caldo dal 1850. I dati sono concordi nel mostrare fenomeni sempre più gravi e frequenti, e la comunità scientifica è ormai d’accordo nell’attribuirne la causa alle emissioni prodotte dall’attività umana, in particolare alla C02.

Il pacchetto legislativo proposto dalla Commissione europea “Fit for 55”, che si pone l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030, ha però provocato profonde spaccature. Il blocco dei paesi dell’Est, principalmente Polonia e Ungheria, che ancora in larga parte dipendono dalle centrali a combustione fossile, ritiene che il programma di decarbonizzazione sia troppo rapido. Mentre però questo dissenso era dato per scontato, sono state le rimostranze di altri paesi ad aver destato qualche preoccupazione.

La Francia ha ancora bene in mente le proteste dei gilet gialli, nate per l’aumento del costo del carburante, e vorrebbe evitare che ulteriori “tasse sull’inquinamento” scatenino la rabbia dei consumatori. Se a questo uniamo il fatto che le elezioni presidenziali sono previste per la prossima primavera, sarà difficile che Macron dia l’assenso a un piano che potrebbe portare il paese di nuovo nel caos.

La Francia non è la sola a essere in pensiero per le possibili ricadute sui consumatori qualora si verificasse un aumento eccessivo del costo delle materie energetiche, considerata la difficile situazione economica provocata dalla pandemia. Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e altre nazioni condividono le stesse perplessità. Inoltre, eventuali “dazi verdi” potrebbero portare i vari fronti sovranisti a cavalcare la protesta, creando nuove ondate di euroscetticismo. E in autunno anche la Germania affronterà un momento delicato, con le elezioni e la fine dell’era Merkel che, nel bene e nel male, ha costituito un elemento di equilibrio in Europa.

D’altra parte, il timore dei movimenti verdi è che determinate decisioni sull’ambiente, ritenute urgenti, vengano rimandate a causa delle tempistiche imposte dalla politica. Intanto, sottolineano gli ecologisti, le emissioni continueranno e il clima proseguirà nella sua alterazione. Il Professor Navarra, climatologo e guida della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha ricordato, in un’intervista a Repubblica, che se i trend attuali si manterranno, “tra qualche anno da noi ci saranno sempre meno piogge che si riverseranno proprio dove c’è stata l’alluvione di ieri [in Germania, NdR]. Le nostre proiezioni danno per l’area mediterranea un calo delle precipitazioni compreso tra il 15 e il 20%”.

Il Green Deal europeo sarà prevedibilmente oggetto di lunghi e complessi negoziati tra i governi nazionali e il Parlamento di Strasburgo, nella speranza che le misure non solo siano infine applicate, ma che si rivelino anche sufficienti: sappiamo che il cambiamento climatico è causa nostra, sapremo anche agire abbastanza in fretta e con la giusta risoluzione per limitarne gli effetti collaterali più devastanti?