L’FMI promuove a pieni voti le misure di Conte e Gualtieri

316
Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri

“La risposta italiana è stata efficace”: l’FMI rende il giusto merito all’azione del governo Conte e in primis dell’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel contrasto alla crisi economica prodotta dalla pandemia.

Il 30 marzo è stata pubblicata la dichiarazione del Fondo Monetario Internazionale in seguito alla visita annuale che lo staff dell’FMI compie nei paesi membri con l’obiettivo di valutare le politiche economiche attuate. Quest’anno, ovviamente, l’attenzione era rivolta in particolar modo ai provvedimenti messi in campo per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia.

L’Italia, che è stato il primo paese europeo a essere colpito duramente dal Covid-19, è stata promossa a pieni voti. Il documento (Italy: Staff Concluding Statement of the 2021 Article IV Mission) afferma che “la risposta italiana è stata nel suo complesso efficace ad attenuare l’impatto della pandemia sulla popolazione e sull’economia”. Inoltre, “ampie risorse di bilancio sono state allocate per contrastare l’emergenza sanitaria e i suoi effetti sociali ed economici. Sostegno al reddito è stato assicurato ai lavoratori dipendenti, agli autonomi e alle imprese (…). Un credit crunch è stato evitato rendendo disponibili prestiti garantiti alle Pmi e alle grandi imprese”, oltre che con le moratorie e le altre misure sulla liquidità. “Come conseguenza, il reddito disponibile aggregato delle famiglie si è ridotto solo in misura modesta”, e le imprese hanno generalmente avuto a disposizione “adeguata liquidità”. Il “settore pubblico” ha “appropriatamente assorbito il grosso della perdita di reddito determinata dalla pandemia”.

Il documento dell’FMI contiene anche delle raccomandazioni. Nello specifico, consiglia che “lo stimolo di bilancio debba proseguire anche dopo la fine della crisi sanitaria per limitare l’impatto sul mercato del lavoro e lo stock di capitale e per costruire un’economia più verde, innovativa ed equa”. Questa indicazione è di particolare importanza perché segna un cambiamento di direzione rispetto a quanto accaduto ad esempio durante la crisi finanziaria del 2007-2008, quando le misure di sostegno furono ritirate troppo presto, azzoppando una ripresa che in molti paesi stentava a decollare.

Scrive l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sul proprio profilo Facebook: “Si tratta di un documento importante. Non solo perché rappresenta un riconoscimento lusinghiero dell’azione di politica economica che abbiamo condotto dopo lo scoppio della pandemia e che il governo attuale sta efficacemente proseguendo (e che, è bene ribadirlo, siamo ben consapevoli che hanno potuto solo limitare gli effetti di una crisi che comunque è stata ed è molto pesante per tante famiglie, lavoratori e imprese). […] Quel che appare più rilevante […] è che la Dichiarazione odierna costituisce un esempio emblematico di un’evoluzione positiva degli orientamenti del Fondo monetario e delle istituzioni economiche internazionali, e che la pandemia ha accelerato un processo di revisione del tradizionale “consensus” e di elaborazione di paradigmi economici più adeguati ad affrontare i dilemmi e le sfide del nostro tempo. Il che potrà dare un contributo utile anche alla discussione sulla revisione del patto di stabilità e sullo sviluppo di una adeguata e permanente capacità di bilancio europea.”