Rifondare l’Europa

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L'Unione europea
L'Unione europea

La disastrosa gestione dell’approvvigionamento dei vaccini da parte della Commissione testimonia l’inadeguatezza della governance europea e dell’impianto politico-culturale su cui è stata fondata. Oggi, nell’Unione Europea, gli effettivi poteri sono concentrati nella Commissione e nel Consiglio, a scapito del Parlamento, solo organo elettivo. La Banca Centrale Europea non risponde a nessun organismo democratico, salvo poi, di fronte alle cicliche crisi del ‘capitalismo finanziario’, attivare gli acquisti di titoli pubblici, smentendo clamorosamente e aggiungiamo noi fortunatamente tutte le teorie sulla necessità di tenere separate le banche centrali dagli indirizzi pubblici sulle politiche monetarie. Questi sono gli esiti dell’idea che l’unità europea si potesse costruire a partire dal mercato unico, idea che ci ha portato all’impianto neoliberista dei suoi trattati. La subalternità con la quale sono stati stipulati i contratti con ‘Big Pharma’ la dice lunga su quanto pesi in seno alla stessa Commissione un certo fanatismo economico.

Risolta l’emergenza sanitaria, sarà necessario promuovere una radicale rifondazione democratica dell’Europa. Vanno ampliati i poteri del Parlamento Europeo a scapito degli organismi intergovernativi come il Consiglio e la Commissione. È necessario potenziare tutte le forme di espressione e di democrazia diretta dei cittadini su scala europea e superare i trattati sulla libera circolazione dei capitali che senza politiche fiscali comuni hanno finito per favorire esclusivamente le grandi multinazionali e i ceti più dinamici alimentando una competizione fiscale tra gli Stati membri in alcuni casi distruttiva. Superata la pandemia, accanto alla giusta scelta del Recovery Fund, va subito avviato un percorso costituente per una nuova Europa federale che ponga alla sua base i diritti sociali, i valori democratici, la crescita dell’economia reale e la libertà dei suoi cittadini. Per quelle forze politiche progressiste alla ricerca di un’identità, queste proposte – crediamo – potrebbero essere molto utili.