Non c’è pace per la Procura di Roma

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Palazzo dei Marescialli, sede del CSM
Palazzo dei Marescialli, sede del CSM

Un nuovo capitolo nella tormentata vicenda della nomina del Procuratore di Roma.

Ieri il Tar del Lazio ha censurato la nomina da parte del CSM a Procuratore di Roma di Michele Prestipino Giarritta, già procuratore aggiunto a Roma e per anni “vice” dell’ex Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, con il quale aveva lavorato anche alla Procura di Reggio Calabria.

I Giudici amministrativi, infatti, hanno dato ragione ai ricorsi del Procuratore Generale di Firenze, Marcello Viola e del Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, già candidati all’ufficio, respingendo invece quello del Procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo. 

La tormentata vicenda della nomina del Procuratore di Roma compariva nelle intercettazioni captate dal trojan innescato dalla Procura di Perugia nel cellulare di Luca Palamara, il Sostituto Procuratore di Roma tuttora sotto inchiesta e che ha appena raccolto la sua versione dei fatti nel libro “Il Sistema”.

La miccia era stata innescata dalla notizia del 29 Maggio 2019 dell’intercettazione di una riunione di alcune sere prima presso l’Hotel Champagne di Roma (e ripercorsa dall’ex Presidente dell’Anm nel suo libro) nel corso della quale con alcuni membri del CSM, oltre al deputato renziano Luca Lotti, si sarebbero orientati a sostenere la candidatura di Viola a Roma, votata successivamente anche da Davigo.

Il 30 Maggio si svolgeva a sorpresa una perquisizione a casa del Sostituto Palamara, cui seguiva il terremoto legato alla divulgazione delle trame e degli incontri che avevano preceduto negli ultimi anni numerose nomine in diversi uffici giudiziari, tra cui quello romano.

In considerazione della successiva bufera abbattutasi su Palazzo dei Marescialli e sui vertici della Magistratura associativa, si azzerava la procedura in corso per la nomina del nuovo Procuratore di Roma e si ricominciava da capo.

Il 4 Marzo 2020 veniva quindi designato Michele Prestipino, già reggente dell’ufficio romano dal maggio 2019, dopo il pensionamento di Pignatone e che sconfiggeva nel ballottaggio finale Francesco Lo Voi. Una nomina in continuità con il suo predecessore, che nel frattempo era stato nominato presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.

Il ricorso del Procuratore Viola (che nell’inchiesta di Perugia è da ritenersi persona offesa) è stato accolto in quanto i Giudici amministrativi hanno evidenziato nella procedura del CSM una carenza di motivazione sulla comparazione dei profili tra i due candidati e sulla conseguente esclusione di Viola, che peraltro era stato proposto come candidato nel plenum ed aveva acquisito una legittima aspettativa alla valutazione comparativa finale.

Anche sul ricorso di Lo Voi, il Tar ha sottolineato come la decisione fosse immotivata, in quanto il CSM, interpretando in maniera estensiva il Testo unico sulla dirigenza per gli uffici giudiziari, aveva considerato come preminenti e determinanti per la nomina di Prestipino la pregressa esperienza presso l’ufficio romano e la sua capacità organizzativa, senza però tenere conto che, trattandosi di un Procuratore aggiunto, non poteva possedere l’ampiezza di funzioni, l’assunzione di responsabilità ed il complessivo bagaglio di attribuzioni di un Procuratore Capo o di un Procuratore Generale, come sono Viola e Lo Voi, che quindi vantavano maggiori requisiti, non avendo infatti Prestipino mai diretto una Dda, né essendo mai stato a capo di una procura.

Ora per difendere la nomina di Prestipino, la decisione potrà essere impugnata davanti al Consiglio di Stato, a meno che il CSM non decida di procedere con una nuova delibera, sostenendo ancora la nomina di Prestipino o rimettendo in gioco anche Viola e Lo Voi .

Si vedrà in proposito se e quanto peseranno sulle future decisioni del CSM il contenuto delle chat di Palamara e le sue successive rivelazioni, oltre che le azioni disciplinari nel frattempo avviate dal Procuratore Generale presso la Cassazione e i nuovi fragili equilibri determinatisi in seno alla magistratura associativa.

Al momento tuttavia gli Uffici giudiziari di Roma, i più grandi di Europa, sono senza un Procuratore Capo e senza un Presidente del Tribunale, giacché quest’ultima posizione è attualmente ricoperta dal Presidente Vicario Cons. Antonino La Malfa. E tutto ciò avviene in un momento di grande emergenza sanitaria, con i conseguenti problemi di organizzazione dell’attività giurisdizionale e amministrativa.

In considerazione delle vicende che hanno colpito autorevoli membri dell’organo di autogoverno e le rappresentanze della Magistratura e che hanno coinvolto anche le nomine di importanti uffici giudiziari come quello romano, confidiamo che, anche con l’impulso del nuovo Ministro della Giustizia Marta Cartabia, il Parlamento metta mano ad una seria riforma dell’Ordinamento Giudiziario e del CSM.