La disuguaglianza e le sue (assurde) giustificazioni

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Thomas Piketty, economista
Thomas Piketty, economista

«Rispetto a fenomeni così spettacolari, le giustificazioni dell’enorme disuguaglianza patrimoniale sono le più varie e qualche volta sono anche incredibili. Nei paesi occidentali viene fatta spesso una netta distinzione. Da una parte gli “oligarchi” russi, i petromiliardari del Medio Oriente e gli altri miliardari cinesi, messicani, guineani, indiani o indonesiani: di costoro si pensa che non abbiano veramente “meritato” il loro patrimonio, perché l’hanno ottenuto tramite relazioni con il potere dello Stato (per esempio mediante l’appropriazione indebita di risorse naturali o di licenze varie), e che quindi i loro patrimoni non saranno utili per la crescita.

Dall’altra parte, degli “imprenditori” europei e statunitensi, di preferenza californiani, è giusto pensare che dovrebbero essere ancora più ricchi, se il pianeta li sapesse compensare come meritano, e se ne cantano le lodi e vengono ricordati i loro infiniti contributi al benessere mondiale. Forse dovremmo anche considerare il nostro eccezionale debito morale nei loro confronti come un pesante debito finanziario, e magari cedergli anche il nostro diritto di voto, cosa che peraltro non è lontana dall’essere già attuale in molti paesi. Questo genere di giustificazioni delle disuguaglianze, al tempo stesso ipermeritocratico e occidentalocentrico, è molto significativo dell’incontenibile bisogno delle società umane di dare un senso alle loro disuguaglianze anche al di là del ragionevole.

In effetti questa quasi-beatificazione della ricchezza non è priva di contraddizioni, per alcuni addirittura abissali. Siamo sicuri che Bill Gates e gli altri tecno-miliardari avrebbero potuto sviluppare le loro imprese senza le centinaia di miliardi di denaro pubblico investito nella formazione e nella ricerca di base per decine di anni? E pensiamo veramente che il loro potere di quasi-monopolisti commerciali e la possibilità di brevettare privatamente il sapere pubblico avrebbe potuto affermarsi senza il supporto attivo del sistema legale e fiscale vigente?»

T. Piketty, “Capitale e ideologia”