Il benessere è solo quello economico?

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Emanuele Severino
Emanuele Severino

Allieva: «Vorrei dei chiarimenti sul concetto di bene e di benessere, perché mi è sembrato che come aspetto fondamentale del bene venga posto quello economico e quindi che tutti gli altri aspetti del benessere dell’uomo, che possono essere la salute, la felicità, vengono messi in secondo piano, vengono visti tutti in funzione del benessere economico».

Emanuele Severino: «Anche qui la logica capitalistica ha a sua disposizione un argomento forte. Assumere come scopo il profitto vuol dire organizzare la produzione in modo diverso da come la produzione è organizzata quando si assume come scopo la solidarietà. E alla solidarietà in sostanza, lei faceva riferimento alludendo a quelle altre forme di bene. Però l’argomento forte del capitalismo è questo: quando, almeno a parole, nel mondo sovietico la produzione della ricchezza aveva come scopo la solidarietà, cioè l’istituzione di un società senza classi, quando nel mondo sovietico si è avuto questo scopo, il prodotto di ricchezza da distribuire è risultato estremamente inferiore alla quantità di ricchezza da distribuire, quando invece in area occidentale ci si è assunti come scopo, non la solidarietà, la solidarietà tra gli uomini, ma l’efficienza. Ritorniamo al discorso di Adam Smith: il capitalismo pensa di meno all’amore per il prossimo, però produce qualcosa che serve di più al prossimo, quando il prossimo crede che, dopo tutto, avere più soldi, più benessere, più automobili, più televisione, più vacanze estive o invernali sia ciò che si intende per bene, per ricchezza. Questo è il grosso argomento che ha in mano il capitalismo. Finisco subito: ma quando lei invoca la morale contro il capitalismo, fa appello a valori che certo, in cui oggi molti credono. Per esempio la Chiesa crede. Ma questi valori morali sono l’oggetto di una fede. E allora è possibile sviluppare una critica del capitalismo sulla base di una fede. Io direi che questo tipo di critica è debole. Sulla base delle nostre esigenze, di voler bene al prossimo, che il prossimo stia bene, sono istanze morali concepite fideisticamente, che possono non essere condivise da chi invece sfrutta, ha continuato a sfruttare e continuerà a sfruttare gli uomini. Voglio dire, la critica al capitalismo deve essere più dura che non quella rivoltagli in base al semplice appello ai valori morali, più radicale».

[Da una puntata del Grillo-Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche del 1998, affrontando il tema del rapporto tra l’utile e il bene in un confronto con gli allievi del liceo “Genovesi” di Napoli.]