Editoriale

326
Neocene: news e approfondimenti
Neocene: news e approfondimenti

È online ‘Neocene’, il nuovo progetto editoriale che parlerà di politica ed economia, ma anche di cultura, ambiente, giustizia, seguendo un filo comune che unisce le tendenze internazionali e comunitarie a quelle locali.

Come usciremo dall’epidemia di Covid-19? Stiamo già andando verso un nuovo modello di sviluppo? O tutto, presto, tornerà come prima? Cosa accadrà a livello locale? L’Italia, che nell’era pre-virus era ultima per crescita economica nell’Ue, coglierà ora le nuove opportunità soprattutto in termini di digitalizzazione e green-economy? Il nostro Paese riuscirà a superare le proprie debolezze strutturali e, allo stesso tempo, a valorizzare i numerosi punti di forza? E l’Europa, dopo la svolta del Recovery Fund, compirà un altro passo verso l’Unione fiscale oltreché monetaria?

Per rispondere a questi interrogativi da oggi, 2 dicembre 2020, è online ‘Neocene’, il nuovo progetto editoriale che parlerà di politica ed economia, ma anche di cultura, ambiente, giustizia, seguendo un filo comune che unisce le tendenze internazionali e comunitarie a quelle locali, e partendo da due presupposti. Primo, lo sviluppo non può più prescindere da un modello capace di far coesistere competitività e innovazione con sostenibilità e inclusione. Secondo, nel dibattito tra europeisti e sovranisti, ‘Neocene’ sta dalla parte di chi crede che un’Europa forte sia preferibile a una debole. Anche perché è probabilmente l’unico modo per mantenere un ruolo chiave nel risiko globale, dove la scena appare sempre più dominata dalla Cina, unico paese tra le grandi economie che nel 2020 segnerà un incremento del prodotto interno lordo.

Nel frattempo, l’Ue ha capito che è preferibile gestire la globalizzazione piuttosto che subirla. E così, spinta dalla necessità impellente, ha cambiato passo. Da un lato, c’è un massiccio piano di investimenti (il Recovery Fund) per il futuro dei paesi europei, che ha come obiettivo anche quello di garantire al Vecchio Continente un’autosufficienza produttiva e tecnologica in molti settori strategici, e che apre la prospettiva di un debito pubblico europeo. Dall’altro, l’acquisto imponente dei titoli da parte della Banca Centrale Europea contribuendo al ‘salvataggio’ degli istituti bancari senza però riuscire a risollevare le sorti dell’economia reale. D’altronde, la Bce non è la Fed, e gli Stati Uniti d’Europa sono al momento soltanto un pensiero futuristico. In mezzo, il ruolo chiave della Germania, la locomotiva d’Europa che ora sembra guardare con più interesse agli investimenti e al mercato interno.

Forse, più che la Germania, la diffusione del Covid-19 ha rimesso al centro della scena il ruolo dello Stato, ultimo baluardo per cercare di rispondere in maniera efficace alla crisi senza precedenti che stiamo attraversando. Non si tratta di tornare indietro, semmai di guardare avanti, oltre l’ostacolo, ammettendo che le politiche pubbliche restano l’unico baluardo verso uno sviluppo partecipato, il cui volano principale rimane l’istruzione. ‘Neocene’ vuole tenere insieme le dinamiche globali ed europee con quelle locali, partendo dalla Capitale, oramai avvitata in una lunga crisi economica. Il risultato è un degrado senza precedenti dei servizi municipali a Roma, oggi fuori controllo. Ecco allora che la sfida elettorale per il governo della città del prossimo anno impone alle forze progressiste di selezionare una classe dirigente all’altezza dei problemi della metropoli, come sottolineato nell’articolo “Elezioni comunali 2021, per non commettere gli stessi errori”. In tal senso, ‘Neocene’ vuole pensare europeo, ma partendo dall’ambito locale, per delineare un nuovo modello di sviluppo capace di ridurre la disuguaglianza e proiettarci verso un nuovo futuro. O, meglio, una ‘Nuova era’.